- “cosa c’è?”
- “invidio il prossimo.”
- “non lo facevi, come mai ora sì?”
- “non mi va di parlare, ma mi va di ballare, balliamo.” Ballarono lentamente e stretti.
- “Da quanto tempo, volevo dirti di Giush. Ora è troppo tardi. Troppo.” Usci dalla stanza e andò all’aereoporto con un taxi. Dopo sette ore era a casa, dalla moglie e i figli. Il cane non lo amava, ma lo rispettava, dandogli il cibo che gli chiedeva. I quadri del salotto non gli piacevano, ma erano alla moda, e li comprò. Anche le mattonelle del bagno non gli piacevano, e la mattina lo stimolavoano… Prese la sua vecchia chitarra, la pistola nascosta tra gli abiti vecchi, andò nel bosco, cantò una sua vecchia canzone agli animali notturni, e si sparò dentro la bocca.

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